La Donna Vendicativa by Carlo Goldoni

La Donna Vendicativa by Carlo Goldoni.jpg

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

Camera in casa di Ottavio.

Corallina e Florindo

COR. Trattenetevi qui, che or ora parleremo con comodo.

FLOR. Dove andate così presto?

COR. Vado a portare la cioccolata al padrone.

FLOR. Voi gliela portate? Non ha servidori?

COR. Ha piacere che queste cose le faccia io. Niuno lo serve bene come la sua Corallina: io questo vecchio lo secondo e lo coltivo, perché da lui posso sperare del bene.

FLOR. Sì, lo so; il vecchio vi vuol bene, anzi si diceva che vi sposava.

COR. Oh, questo poi no. Non lo sposerei per tutto l’oro del mondo. Quando mi abbia a maritare, voglio farlo con persona di genio, con persona che mi faccia un poco brillare. Voglio un giovane, e non voglio un vecchio. Sì, Florindo caro, sì, voglio un bel giovinotto.

FLOR. Bello, durerete fatica a trovarlo.

COR. L’ho trovato, l’ho trovato. Sì, caro, l’ho trovato. Eccolo lì, non potrei trovarlo né più vago, né più amabile.

FLOR. Ho da esser io quello?

COR. Lo mettereste in dubbio? Non me lo avete promesso? Vi siete forse mutato d’opinione? La sarebbe bella! Bada bene, non mi fare il bue, che ti ammazzo colle mie mani.

FLOR. Via, meno furia. Non dico… ma so io perché parlo.

COR. Spiegatevi.

FLOR. Andate a portare la cioccolata al padrone.

COR. No, non vado se non vi spiegate.

FLOR. (Costei mi secca, e non so che dirle). (da sé)

COR. Parlate, o non parlate?

FLOR. (Mi attaccherò a questo). (da sé) Vi dirò: questo vostro padrone mi dà un poco di gelosia. Mi pare che tra voi e lui ci sia troppa confidenza.

COR. Ho piacere per una parte, che siate di me geloso. La gelosia è segno di amore; però di me potete viver sicuro. Non v’ingannerei, se credessi di diventar regina.

FLOR. Dunque ingannerete il signor Ottavio.

COR. Oh! burlare quel vecchio non mi par niente.

FLOR. Se burlate il vecchio, burlerete anche il giovine.

COR. No, caro, non vi è pericolo. E poi, se avete timore, se avete gelosia, sposatemi, e conducetemi a casa vostra.

FLOR. Vedete bene, cara Corallina, sposarvi così su due piedi…

COR. Non me lo avete promesso?

FLOR. Ho detto… ma c’è tempo.

COR. Che è questo ho detto?… Che vuol dire c’è tempo? Voi già mi farete entrare in bestia.

FLOR. Via, fatevi sentire. Se mi fate scorgere, in questa casa non ci vengo più.

COR. Zitto, zitto, non parlo più. Vado a dare la cioccolata al padrone. (mostra partire)

FLOR. Via, sì, andate. (Non vedo l’ora che se ne vada). (da sé)

COR. Ehi, sentite: in confidenza; gli do pelate maledette. (mostra partire)

FLOR. (Oh che buona lana!) (da sé)

COR. Ehi, ehi. Ho messo da parte della roba. Vedrete. (come sopra)

FLOR. Bravissima.

COR. Zitto. Maneggio io: doppie, zecchini. Vedrete. (come sopra)

FLOR. (Povero vecchio, sta fresco!) (da sé)

COR. Caro Florindo, ce li goderemo. Ti darò denari roba, tutto, tutto. (parte)

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