The Book Lover

L’Età d’Oro di José Martí, a cura di Barbara Luciana Di fiore

 

Ai bambini che leggeranno L’Età d’Oro.

Questa rivista è per i bambini, e le bambine ovviamente. Senza bambine non si può vivere, come la terra non può vivere senza luce. Il bambino deve lavorare, andare, studiare, essere forte e bello; il bambino può diventare bello anche non essendolo; un bambino buono, intelligente e curato è sempre bello. Ma nessun bambino sarà mai bello come quando porta nelle sue manine forti da uomo un fiore per la sua amica, o quando tiene per il braccio sua sorella perché nessuno possa offenderla: allora il bambino sembra crescere e diventare un gigante. Il bambino nasce per essere un cavaliere e la bambina per essere madre.

Questa rivista verrà pubblicata per parlare una volta al mese come buoni amici, con i cavalieri di domani e le madri di domani; per raccontare alle bambine belle storie con cui intrattenere gli ospiti e giocare con le bambole; e per dire ai bambini ciò che bisogna sapere per essere veri uomini.

Diremo loro tutto ciò che desiderano sapere, di modo che lo capiscano bene, con parole e immagini chiare. Diremo loro come è fatto il mondo: racconteremo tutto ciò che hanno fatto gli uomini fino ad oggi.

Per questo viene pubblicata L’Età d’Oro: affinché i bambini americani sappiano come si viveva un tempo e come si vive oggi, in America e nelle altre terre; e come si creano tante cose di vetro e di ferro, le macchine a vapore, i ponti sospesi e la luce elettrica; così, quando il bambino vedrà una pietra di tanti colori, saprà perché la pietra ha certi colori e il significato di ciascun colore; perché il bambino conosca i libri famosi in cui si raccontano le battaglie e le religioni dei popoli antichi.

Parleremo loro di tutto quello che succede nei laboratori, in cui accadono cose più rare ed interessanti che nei racconti di magia, e si tratta di una magia ancor più bella; e diremo loro di quello che si conosce del cielo e del fondo del mare e della terra; racconteremo loro storie divertenti e da bambini, per quando avranno studiato troppo o giocato troppo e vorranno riposare.

Lavoriamo per i bambini, perché i bambini sanno voler bene, perché i bambini sono la speranza del mondo. E desideriamo che ci vogliano bene e che ci considerino parte del loro cuore.

Quando un bambino vorrà sapere qualcosa che non si trova ne L’Età d’Oro potrà scriverci come se ci conoscesse da sempre e noi gli risponderemo. Non importa se la lettera avrà errori di ortografia. Ciò che importa è che il bambino voglia conoscere. E se la lettera è scritta bene la pubblicheremo nella nostra rubrica con la firma, perché si sappia che è un bambino che vale. I bambini sanno più di quel che sembra, e se dicessimo loro di scrivere ciò che conoscono, quante belle cose che scriverebbero. Per questo L’Età d’Oro terrà ogni sei mesi un concorso e il bambino che invierà il lavoro migliore, con la certezza che sia suo, riceverà un premio in libri e dieci copie del numero de L’Età d’Oro in cui è pubblicata la sua lettera, che parlerà di cose della sua età, di modo che possa scriverne bene: perché per scrivere bene di una cosa bisogna conoscere molto di questa.

E’ così che vogliamo che siano i bambini d’America: uomini che dicono ciò che pensano e che lo dicano bene; uomini eloquenti e sinceri.

Le bambine devono sapere le stesse cose dei bambini, per potere parlare con loro come amici mentre crescono assieme; sarebbe un peccato che l’uomo debba uscire di casa a cercare qualcuno con cui parlare perché le donne di casa non sanno parlare che di divertimenti e di mode. Ma ci sono anche cose molto delicate e tenere che le bambine capiscono meglio e noi le scriveremo per loro in modo che possano apprezzarle; perché L’Età d’Oro ha il suo mago personale, che gli dice che nelle anime delle bambine succede qualcosa di simile a quello che vedono i colibrì quando se ne vanno curiosando tra i fiori. Diremo loro cose così, come se fossero rivolte a dei colibrì capaci di leggere. E diremo loro come si lavora il filo, come nasce una violetta, come si fabbrica un ago, come le vecchiette d’Italia tessono i pizzi. Anche le bambine possono scriverci lettere, domandarci ciò che desiderano sapere e mandarci le proprie composizioni per il concorso che si svolgerà ogni sei mesi. Sicuramente vinceranno le bambine!

Quello che vogliamo è che i bambini siano felici, come i fratelli della nostra illustrazione e se qualche volta un bambino d’America ci incontra per il mondo, che ci stringa forte la mano, come ad un vecchio amico, e dica a tutto il mondo: «Quest’uomo de L’Età d’Oro è mio amico!»

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