Assunta Spina by Salvatore Di Giacomo

Assunta Spina by Salvatore Di Giacomo.jpg

SALVATORE DI GIACOMO

TEATRO

‘O VOTO – A “SAN FRANCISCO”

‘O MESE MARIANO – ASSUNTA SPINA

QUAND L’AMOUR MEURT….

LANCIANO

R. CARABBA, EDITORE

__

1910

 

ASSUNTA SPINA

IN DUE ATTI

PERSONAGGI

Assunta Spina25 anni

Michele Boccadifuoco, beccaio35 anni

Federigo Funelli, vice cancelliere al Tribunale30 anni

Donna Concetta, madre di Boccadifuoco60 anni

Furturella popolana

Filumena popolana

Sgueglia Diodato, usciere al Tribunale60 anni

Torelli Aniello, idem70 anni

Il brigadiere Ferrara

La guardia Sante Marcuso

La guardia Marcello Flaiano

Furtunatina }

Olimpia stiratrice

Rachele stiratrice

Ernestina stiratrice

Michelina stiratrice

Tittariello, garzone di Boccadifuoco

Donn’Emilia Forcinella, levatrice

Tina Bouquet, «chanteuse», sua figlia

Epaminonda Pesce, «macchiettista»

Ai giorni nostri.

ASSUNTA SPINA

DECORAZIONE

Interno della grande Sala del Tribunale penale a Castelcapuano.

Il fondo della scena – un’alta parete sulla quale, tra colonne barocche e festoni, sono figure a fresco dei re di Napoli – è, abbasso, interrotto dalle porte delle «Sezioni penali». Su quella a sinistra è scritto: Terza Sezione, su quella di mezzo: Quinta Sezione, su quella a destra: Ottava Sezione. Tra porta e porta sono sedili di legno scuro con alta spalliera. Dalle spalliere pendono carte giudiziarie, bandi etc. Una varia folla occupa que’ sedili: vi stanno donne e uomini, signori e plebei, qualche prete, qualche guardia di finanza o di Publica Sicurezza, dei contadini etc, etc. Di volta in volta qualcuno di costoro si leva ed entra in una delle stanze di Sezioni. Gli uscieri appaiono, di volta in volta, sulla soglia e chiamano i testimoni.

A destra e a sinistra della vasta sala e dello spettatore sono grandi porte a larghi stipiti marmorei. Per queste porte entra ed esce continuamente una folla peripatetica, e il va e vieni e il vocio durano l’atto intero. Dei venditori ambulanti circolano tra la folla: vendono cerini, panini e carta da scrivere.

Sul davanti della scena sono tavole per gli uscieri. Alla prima, sulla sinistra dello spettatore, seggono l’usciere titolare e altri individui che scrivono o chiacchierano. Alla seconda, sulla destra, è un altro usciere che rassetta carte e discute con qualcuno, impiedi. Sulla prima tavola è un cartello con la scritta: Diodato Sgueglia, Ufficiale giudiziario. Sulla seconda tavola è un’altra scritta, che dice: Aniello Torelli, Ufficiale giudiziario. Si fuma. Sono le quattordici. È inverno. Il mormorio è continuo, anzi, a levata di tela, è un alto e confuso vocìo.

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

La folla. Ai loro posti gli uscieri Sgueglia e Torelli. Avvocati che sopraggiungono. L’avvocato Buffa. Portieri. Guardie. Un prete. Contadini, etc. Gran mormorio. Tutto il parlato e il movimento seguono in fretta.

Avvocato 1.°

(viene dalla destra, con carte sotto il braccio, frettoloso. S’incontra con l’Avvocato 2.°)

Avvocato Franceschelli, noi siamo qua!

Avvocato 2.°

(stretta di mano)

Oh! Carissimo! Dunque? C’è motivo?

Avvocato 1.°

Altro! Ce ne stanno dduie. Siamo a cavallo!

Avvocato 2.°

Ah, neh? E ghiate dicenno… (gli si mette a fianco. Movono verso la sinistra).

Avvocato 1.°

Ecco qua: sulla prima posizione c’è la mancanza di presentazione di parte…

Avvocato 2.°

Benissimo!

Avvocato 1.°

Sulla seconda… (viano, discorrendo, per la sinistra).

Un fattorino postale

(di fretta, con un telegramma in mano, si accosta al banco dell’Uffiziale Torelli)

Neh, scusate, sapite stu presidente… (leggendo sul telegramma) Presidente Laudati… Addó sta?

Torelli

(cessa di scrivere)

Laudati? (si volge all’Uffiziale Sgueglia che siede al banco rimpetto) Neh, on Diodá?

Sgueglia

(che discute con un signore che gli siede accanto)

Jate dicenno.

Torelli

‘O presidente Laudati a che sezione sta?

Il signore seduto

(a Sgueglia)

No! Scusate! Sono dodici e sessanta!

Sgueglia

Sono tredici e sessanta! Mo nce avessemo mparà pure a fare l’addizione?

Il signore

Sarà…

Sgueglia

No. Che sarà? È! È!

Torelli

Don Diodà?

Sgueglia

Chi è? Laudati? ‘A sesta Sezione, (si rimette a discutere) Verificate meglio…

Torelli

(al fattorino, indicando)

A mano sinistra, ‘a primma porta. (Il fattorino va via in fretta. Torelli si rimette a scrivere).

Il cerinaro

(con voce lamentosa)

Cerini a due scatole per un soldo! Fabbrica la Baschiera! Cerini inglesi! Due scatole per un soldo! (fa il giro delle tavole).

Avvocato 3.°

(in fretta, accostandosi al tavolo di Torelli)

‘On Anié, fosse venuto ‘o prufessore Buffa?

Torelli

(seguitando a scrivere)

È benuto e se n’è ghiuto.

Avvocato 3.°

Sapite si torna?

Torelli

(seguitando a scrivere)

E io che ve pozzo dì?

Avvocato 3.°

Allora mo mm’assetto e ll’aspetto. (siede accanto a Torelli e si mette a leggere carte legali).

Voce di usciere

(dal fondo, accanto alla 3.a Sezione)

Aulisio!

Voce tra la folla

Qua, qua!

Voce di usciere

Aulisio Giuseppe!

Voce tra la folla

Mo’! Nu mumento! Presente!

Voce di usciere

E ghiammo, ja’!

Una popolana

(dalla sinistra, a un’altra che la segue)

Peppenè! Passa ‘a chesta parte! Assettámmece! (le due donne vanno a una scranna in fondo e vi seggono) Nannina addo’ stà?

Voce di Nannina

Io nun pozzo passà! (appare e si fa largo. Ha un marmocchio in braccio).

La popolana

Viene, viene, assèttete!…

(Nannina va a sedere anche lei presso le altre due)

Voce di usciere

(dalla 3.a Sezione, forte)

Giovanni Malatesta! Malatesta Giovanni!

Un testimone

(è seduto in fondo. Salutando quelli che gli stanno seduti accanto e levandosi)

Signori miei, permettete…

Voce di usciere

Giovanni Malatesta!

Il testimone

Presente! (va alla 3a Sezione ed entra).

Avvocato 3.°

‘On Anié, permettete… Mo vengo. Si vene ‘o prufessore, facitelo aspettà. (via per la destra).

Torelli

(sommando)

Tredici, ventuno, ventotto… Fate, fate… Trentasette, cinquantacinque….

Cerinaro

(accostandosi a Torelli)

Due scatole per un soldo! Incoraggiate la piccola industria! Due scatole di cerini per un soldo! (con voce lamentosa) Signori, incoraggiate….

Torelli

Guagliò! Sí afflittivo, sa!..

Cerinaro

Incoraggiate… (si volta a Sgueglia).

Sgueglia

E battenne! Ca ccà stammo cchiù scuraggiate ‘e te! (Il cerinaro, che continua a dar la voce, s’allontana. Al signore che gli siede accanto) E voi vorreste ca ncopp’ ‘a Procura Generale se spicciassero dint ‘a dduie tre ghiuorne? Ma che pazziate?

Avvocato Buffa

(dalla destra, frettoloso, asciugandosi la fronte sudata. S’accosta alla tavola di Sgueglia)

Don Diodà, avite visto ‘o giovene mio?

Sgueglia

Mme pare ca mo steva ccà. Dimandate a don Aniello. (indica con lo sguardo Torelli, che seguita a scrivere).

Il signore

(sopravvenendo, a Buffa)

Professore Buffa stimatissimo!

Buffa

Ai piedi vostri! Che c’è?

Il signore

Vi dovrei parlare…

Buffa

Nu mumento… (a Torelli) ‘On Anié, ‘mme date nutizia d’ ‘o giovene mio?

Torelli

Mo steva ccà assettato…

Buffa

Neh?.. (al signore) Accomodatevi, ‘on Aniello è cosa nostra. Dunque?.. (siede anche lui, continuando ad asciugarsi il sudore).

Il signore

Dunque, prufessò, l’affare è grave!..

Buffa

Grave?.. E comme? S’è fatto grave da un giorno all’altro?

Il signore

Eh, prufessore mio! Leggete qua… (cava carte dal petto. Buffa legge).

Un venditore

(girando e accostandosi ai tavoli)

Tarallucce frische! Na buona marenna!…

Un popolano

(a un altro che lo segue. Si avvia alla 3.a Sezione)

Vicie’, viene vide! Trase!

L’altro popolano

E che causa se fa?

Un popolano

‘O figlio d’ ‘a Zincarella: p’ ‘o juoco piccolo…

(cercano di entrare nella 3.a Sezione)

Portiere della 3.a

Levateve ‘e cappielle, ca ccà nu ‘state mmiez’ ‘a strata!

(I due popolani si sberrettano ed entrano nella 3.a)

Portiere dell’8.a

(sulla porta)

La Corte si ritira! Uscite fuori! (la folla esce dall’8.a Sezione e si sparpaglia. Il Portiere chiude le porte).

Uno della folla

(a un altro, con gran voce)

Neh, Federí, saie addo’ se venneno ‘e sicarre?

Un altro

‘A chella parte. (indica a destra) E ched’ è, nun ce ne jammo?

Uno della folla

Sentimmece primmo ‘a sentenza. Vuo’ venì a fumà?

Un altro

E ghiammo… (viano per la destra. La folla va e viene e s’indugia e si mescola ad altra folla che sopraggiunge).

Una popolana

(Esce in fretta dalla 3.a Sezione. A un uomo che è seduto a una scranna presso alla porta della stessa Sezione)

Giuvà, chiamma a Ciccillo!

L’uomo

(alzandosi)

Qua Ciccillo? Chillo se n’è sciso!

La donna

Addò se n’ è sciso? Uh! Puozze passà nu guaio! Chille mo ‘o chiammano! Va, curre, va abbascio, va ‘o chiamma!.. (lo spinge, e rientra nella 3.a Sezione).

L’uomo

Neh, Céccì!… (grida, camminando).

Una Guardia di p. s.

(lo ferma)

Gue’! Oh! E che staie mmiez’ ‘a strata?

L’uomo

Ched’è? Ccà strilleno tutte quante….

La Guardia

Ma tu ‘e’ ntiso ca non ‘e’ alluccà?…

L’uomo

E nu’ v’amariggiate!

Portiere della 3.a

(gridando)

Piantone!

La Guardia

Comandi! (rompe la folla e accorre).

L’uomo

E bi’ che se passa! (rincamminandosi) Neh, Céccì! (grida più forte) Céccì!… (via in fretta).

Avvocato 3.°

(arriva in fretta dalla sinistra e s’accosta alla tavola ove è seduto Buffa).

Prufessó, io sto qua!

Buffa

(voltandosi)

Oh! Bravo, ‘on Rafè! M’avite fatto sta in penziero!

Avvocato 3.°

Mme so ghiuto a mangià nu pagnuttino.

Buffa

Eccomi a voi. (al cliente che si è alzato). A ogni modo io v’avevo preparato ‘a lettera per il curatore del fallimento. (la cava dal petto) Eccola qua. Che ve pozzo dì? Fate buone cose e fatemelo sapere… (gli stende la mano).

Il signore

(stretta di mano)

Così spero, prufessó. Allora arrivederci (via).

Buffa

Arrivederci. ‘On Rafè, venimmecenne a nuie…

Avvocato 3.°

Sto qua.

Buffa

(a Torelli. Indicando l’avvocato 3.°)

Tengo nu giovene ca va tant’oro quanto pesa! Dunque, ‘on Rafè, per oggi v’è poco da fare.

Avvocato 3.°

(con un sospiro)

Eh! Meno male.

Buffa

Dovreste andare un momento in cancelleria e copiarvi quel processetto di Zamparella. Uscendo dalla Cancelleria mm’avarisseve fa ‘o piacere ‘e v’addunà nu mumento ‘a Cassazione per quell’affare di Taglialatela. E, passanno passanno, vedete a S. Domenico se ‘o Cancelliero v’ha preparato chelli ccarte p’ ‘a Pretura. Si ve l’ha preparate, faciteme ‘o favore, jate nu mumento ‘a Pretura ‘e Furia, ccà vicino, so’ quatte passe. E’ ‘a llà, si ve putite allungà nu mumento fino ‘a casa mia, mme lassate Zamparella abbascio addo’ guardaporte.

Torelli

(levando la testa, a uno che gli siede accanto, sottovoce)

Piccola incombenza!

Avvocato 3.°

(sorridendo)

Professò.., non c’è nient’altro?

Buffa

No, figlio mio. Po’ ve ne jate a mangià in grazia di Dio. E ce vedimmo dimane….

Torelli

(Sottovoce)

(Si è vivo).

Buffa

(alzandosi)

Oh! E mo mme voglio ì a cagnà sta cammisa, ca stongo una zuppa!… ‘On Rafè, vuie venite?

Avvocato 3.°

Eccomi qua (via con lui, dalla sinistra).

Portiere

(dalla 8.a Sezione)

Cassano e Martino! Si fa l’incidente! Cassano e Martino!

(Campanello elettrico dalla 3.a Sezione. La folla accorre alla porta di essa).

Sgueglia

(a uno che scrive accanto a lui)

‘On Peppì, vuie state screvenno ancora?

Don Peppino

Ho finito. E mo mme fumo pure mezzo toscano (accavalla le gambe e accende il sigaro). Ma ched’è? Stammatina non vi vedo col solito buon umore.

Sgueglia

Lasciatemi stare, ‘on Peppì. Tengo ‘a signora mia ch’è uscita di conti da tre giorni!

Don Peppino

E state ccà ncoppa?

Sgueglia

E c’aggia fa? La spada di Damocle!

Una signora

(a Sgueglia)

Scusi, ha visto passare il giudice Bernardi?

Sgueglia

Nonzignore.

L’uomo seduto accanto a Torelli

Volete ‘o giudice Bernardi?

La signora

Per favore!

L’uomo c. s.

Sta abbascio ‘o cafè. S’è sospesa l’udienza.

La signora

Oh! Grazie sa! (via per la destra).

Sgueglia

(a don Peppino)

‘A vedite chella signora? ‘A sera, a San Carlo, canta dentro agli Ugonotti. E ‘a matina vene cca ncoppa…

Don Peppino

E mena stuccate.

Un uomo

(dal fondo, chiamando Sgueglia)

Don Diodà! (Sgueglia si volta). Potete venì nu mumento qua?

Sgueglia

Pronto! (a don Peppino) Permettete? (s’alza e va in fondo).

Una contadina

(Porta un paniere infilato al braccio e si conduce una villanella per mano. Incontrandosi con un contadino che viene dalla sinistra)

Oi cumpare Tumaso!

Il contadino

Oi cumare Santella! E che ce state a fa ccà ncoppa?.. Pe Micalangelo ce state?…

La contadina

E buie che ce state, neh, cumpare Tumaso?

Il contadino

Mbè! pe testimmone. Ccà stace pure lu prèvete

‘e Santa Zufia.

La contadina

Addo’ è ca ‘o voglio vasare la mano! (alla villanella) Menechè, ce stace pure lu prevete ‘e Santa Zufia!

Un grosso prete

E tu che faie ccàne? (alla cafona che gli bacia la mano).

La contadina

Pe Micalangelo, parrucchià!

(Il prete scosta Sgueglia che torna)

Sgueglia

Parrucchià, nun buttate! (va a sedere alla sua tavola).

Portiere della 8.a

(forte)

Causa Mazzucchelli! I testimoni!

La contadina

Uh, Mamma Ncurunèta! E chesta è ‘a causa ‘e Micalangelo, parrucchià!

Il grosso prete

(pigliando tabacco, indifferente)

E va, va, a nomme de Dio!

La contadina

(trascinando la figlia)

Uh, aneme de lu Priatorio! E purtatemmillo nzarvamiento! Uh, Micalangelo mio!… (entra nella 8.a Sezione. Il prete v’entra anche lui).

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Categories: Italian Literature

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